Skyscraper music

Questo racconto comincia nella convulsa fase del sonno di JG…

07:41 REM – strumentale, la chitarra elettrica scandisce il sonno disturbato e non rilassato. Lo strumento è volontariamente ripetitivo, solo pochi minuti di sonno dopo una notte passata ad occhi aperti. Un banalissimo suono di radiosveglia interrompe traccia e sonno del protagonista.


07:43 A HOT BLACK COFFEE – la sveglia butta fuori dal letto il povero JG. Tre momenti distinti: una prima parte spaesata, Jeffrey “incontra” (nella sua mente) persone del proprio passato e sente delle voci femminili dire “ahi ahi ahi”, una sorta di lamento di disapprovazione e contrarietà. Il cantato descrive e rimprovera la sua quotidianità. Nella seconda parte un assolo di chitarra volutamente energico rappresenta la botta del dopo caffè e delle pillole. Infine un terzo descrive la vista del cielo, nel parco, con 2 chitarre acustiche che scandiscono in modo ordinato, tempo e ritmo.


11:29 LOST IN MY TOWN – JG decide che non è giornata per ascoltare medici, infermieri ed inservienti. Anche se visibilmente sopraffatto e alterato dalle sostanze ingerite, supera le linee di sicurezza, elude il personale di guardia e riesce ad “evadere”. Si incammina per le strade in cui è cresciuto. In cui pensa di essere cresciuto. E’ un momento di riflessione, dove la realtà si mischia all’ immaginazione. La chitarra elettrica è intenzionalmente registrata “lontana”.


19:23 REM TOO (reprise) – strumentale, riprende la traccia 01. Scompare la chitarra elettrica e viene introdotto il sax: nella canzone rappresenta il rumore del traffico che si sta alleggerendo e accompagna il protagonista verso la sospirata seconda fase rem della sua giornata. Le ore passate insonne chiedono il conto.


23:03 SKYSCRAPER – la title track del disco. JG è fisicamente riposato dopo il sonnellino pomeridiano. La mente invece è ancora alterata e disturbata da voci, visioni e allucinazioni; è qui che si trova davanti al grattacielo. C’è una porta di vetro socchiusa e intravede un ascensore. L’assolo di chitarra finale utilizza una scala musicale meno convenzionale, proprio per enfatizzare lo stato di confusione e passare ansia all’ ascoltatore.


23:11 THE LIFT AND THE ROOM 37 – ha come tema principale un riff ostentato e ostinato di pianoforte. Questo giro di piano vorrebbe rappresentare l’incapacità di Jeffrey di non “pensare all’ elefante”. Rimuoviamo con facilità i ricordi belli e rimuginiamo inutilmente su quello che invece spesso ci fa soffrire. L’ ascensore rappresenta il cambiamento e la stanza 37 è una distrazione di percorso. L’ assolo è scandito da un giro di basso particolare, sovra ritmato rispetto alla batteria e un pianoforte rovesciato che rappresenta il rewind della mente rivolta ai ricordi del suo passato.


23:17 THE DOUBT – traccia molto elettronica, tanti suoni si mischiano, tre linee di basso, tre ritmi distinti si incastrano. Questo insieme rappresenta il contrasto di più emozioni. L’ ascensore è arrivato al 10° piano. Chissà dove pensa di trovarsi JG? Ci sarà arrivato per caso o ne è consapevole? Nel frattempo, fuori, ha cominciato a piovere.


23:47 THE WOODWORM’S BALLAD – è la canzone più lunga, normale e lineare. E’ stata registrata anche una versione acustica chitarra e voce solo per la versione digipack. Chiude il concept, ma questa traccia la si può “prendere” da sola. Nel disco la pioggia rappresenta la calma, la tranquillità, la pace ritrovata, nonostante sia il momento più assordante per Jeffrey. Non è ancora primavera, ma il suo pensiero vola alle notti d’estate e alle piogge estive che tanto lo rilassano. Ognuno può vederci quello che preferisce: un amore, un amore perduto, un amico, un famigliare, un momento: quello che rappresenta la propria tranquillità, il personale pensiero felice di chiunque. Allo stesso modo, ascoltando le altre tracce, capire da chi o da dove si sta scappando.