OVERNIGHT

Ho iniziato a registrare OVERNIGHT: il seguito musicale di Skyscraper.

Avevo pensato a Skyscraper come un racconto fin dall’inizio, non come un semplice album musicale. Come ho già detto più volte, avevo talmente tanto materiale scritto per il disco che ho pensato di fare ordine e raccogliere in un racconto che ho intitolato “Nella mente di Jeffrey Grant” e che pubblicherò a breve. Mentre lo stavo scrivendo, ogni giorno, pensavo ad un finale diverso per Jeffrey e la situazione che stava vivendo, ma ho dovuto scegliere. I finali alternativi, quindi, ho deciso di raccontarli in musica o quanto meno di provarci: di seguito la tracklist con breve spiegazione delle intenzioni. Con Skyscraper eravamo rimasti alle 23:47, sul terrazzo del grattacielo dove aveva iniziato a piovere.

tr.1 Jump: Come si descrivere una situazione impossibile da raccontare, per lo più in musica? Ho immaginato ci sia confusione prima. La decisione è presa in fretta, in poco più di un minuto. Ho scritto le note soliste del pianoforte come i passi di Jeff che si preparano al salto in una sorta di danza. I repentini cambi di ritmo sono i “ritorni alla ragione”. I colpi di bastone gli offuscamenti. La chitarra acustica, con una melodia più allegra che cerca di sovrastare quella tetra e alterata del secondo pianoforte, è il tentativo di tornare felice e fermarsi.


tr.2 Kill the Giant: Jeffrey è ospitato dal suo nuovo “amico”. Bevono birra, il Gigante capisce che Jeff ha bisogno di aiuto e cerca di prendere tempo per chiamare aiuto. Non ce ne sarà il tempo. Jeffrey in preda ad un raptus colpisce il Gigante. Il brano è introdotto da un lungo intro che cerca di creare suspense.


tr.3 Shoot Jeff: Jeffrey è ospitato dal suo nuovo “amico”. Bevono birra, parlano e Jeff capisce che il Gigante è un pazzo. Cerca di congedarsi, ma non farà in tempo. Il Gigante estrae una pistola e gli spara. Il pezzo rock del disco.


tr.4 Drunks: Jeff e Gigante bevono una birra e decidono di uscire. Vanno in un pub e il fuoco del racconto si sposta lì, dove da ubriachi si raccontano i lori problemi. Cacciati a tarda notte dal locale, ognuno riprenderà la propria strada. Ne uscirà un brano musicale bizzarro, scandito da un dialogo tra sbronzi.


tr.5 Be friends: Jeff e Gigante bevono una birra e decidono di uscire. Il Gigante capisce che Jeff ha bisogno di aiuto e cerca di prendere tempo per chiamare aiuto. Decide di portarlo al Luna Park del paese per farlo distrarre. In un’attrazione Jeff perde l’equilibrio e il Gigante riesce a prenderlo e a salvargli la vita per miracolo. E’ il pezzo pop del album.


tr.6 Nice to meet you, I am James: Nella surreale circostanza che ha preso vita nell’appartamento del Gigante, ad un tratto suona il campanello: è James. Chi è James? Jeff è felice, uno dei motivi che lo ha spinto a fuggire di casa era per cercare proprio il suo vecchio amico James. Jeff lo presenta a Gigante. Brano malinconico dove la chitarra elettrica è protagonista assoluta.


tr.7 Call a priest: Jeff esce di casa, ma non arriva dal Gigante. Entra in una chiesa e cerca del parroco per poter scambiare due parole. Jeffrey si confida e spiega al prete che il mondo in cui vive non gli piace. Tutto è rallentato, finto, forzato… trova sollievo solo quando, a fatica, riesce ad addormentarsi. Ho immaginato questa canzone su un tema di NINNA NANNA. Una ninna nanna rock che riesce a rilassare e svagare il mio protagonista.


tr.8 Burning room: Jeffrey è ospitato dal suo nuovo “amico”. Bevono birra, il Gigante capisce che Jeff ha bisogno di aiuto e cerca di prendere tempo per chiamare aiuto. Il Gigante distrae Jeff, lo fa sdraiare sul proprio divano e con una scusa si apparta per telefonare ai soccorsi. Jeff ha freddo, questo marzo è particolarmente rigido. C’è il camino e decide di accenderlo. La situazione sfugge di mano, incendia la casa e muoiono entrambi. Non poteva che essere la canzone blues/ballad del disco.


tr.9 Underwater: Jeffrey è ospitato dal suo nuovo “amico”. Bevono birra, il Gigante capisce che Jeff ha bisogno di aiuto e cerca di prendere tempo per chiamare aiuto. Il Gigante propone a Jeffrey di riposarsi e farsi un bagno caldo. Jeff accetta: dove vive lui ci sono solo le docce. Una volta entrato nella vasca gioca a immergersi completamente sott’acqua come faceva da bambino e si diverte ad ascoltare il modo in cui i suoni si propagano nell’acqua. Tutto il racconto si trasferisce in questo momento, dove pochi minuti durano un’eternità e Jeff pensa a tutta la sua vita. Pezzo elettronico, suonato esclusivamente con le tastiere.


tr.10 Back to the house of madmen: Jeffrey è ospitato dal suo nuovo “amico”. Bevono birra, il Gigante capisce che Jeff ha bisogno di aiuto e cerca di prendere tempo per chiamare aiuto. Non trovando risposte propone a Jeff di riaccompagnarlo a casa, a patto che si ricordi dove è casa sua. Jeff accetta e insieme tornano a Villa Adams. La canzone è la tipica ballad terzinata da colonna sonora Happy end. Jeff è sano e salvo a casa sua.


tr.11 No smocking: ghost track del progetto. Non c’entra nulla musicalmente con il resto. Ho questa canzone pronta da mesi, ma non riesco a farla girare con il testo in Italiano. Ho buttato il testo e ne ho scritto uno in inglese sul tema dello smettere di fumare. La storia di SKYSCRAPER / OVERNIGHT inizia il 17 marzo 2019 dove io e Jeffrey buttiamo l’ultima sigaretta della nostra vita. Ho pensato di chiudere il cerchio in questo modo, con una piccola vittoria.